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Nel 1564 il Concilio di Trento sancì l'obbligo per i parroci di registrare ogni individuo col proprio nome e Cognome: da questo momento ad ognuno di noi viene trasmesso ( e trasmette ) un connotato di appartenenza.

La necessità di identificare una persona come appartenente ad un dato nucleo familiare piuttosto che ad un altro, diventa una esigenza con la crescita demografica innescatasi in Europa alla fine del primo millennio. Le continue immigrazioni ed emigrazioni, la confusione di popoli di stirpe e cultura diverse, resero indispensabile il ricorso ad un sistema identificativo personale sul modello già sperimentato in epoca romana ove, al nome personale (NOMEN), veniva aggiunto un soprannome (COGNOMEN) che,appunto, caratterizzava quell'individuo evitando equivoci da omonimie.

Ad esempio, in  Publio Ovidio Nasone, Publio è l'Agnomen (nome personale), Ovidio è il Nomen (indicativo della gens d'appartenenza) e Nasone il Cognomen, assolutamente caratterizzante. Tutto questo era in uso solo tra i ceti più elevati, mentre la gente del popolo non aveva che un nome.

E uno solo era pure il nome che veniva usato nell'onomastica greca, ove talora veniva aggiunto il luogo di provenienza come specificazione: Platone,Aristotele, Dionigi di Alicarnasso,ecc.

I primi cognomi sono attestati in Europa intorno all'VIII secolo, ma come si diceva prima, è solo dopo il primo millennio che incominciano a diventare frequenti e stabili; non sono ancora ereditari, ma incominciano a prendere definitivamente piede in rapporto all'esigenza di connotazione dettata dall'ormai sempre più crescente numero di individui.

I Cognomi, semplificando,  traggono perciò origine da soprannomi (specificazione individuale) attribuiti a nostri antichi avi e possiamo ora raggrupparli in categorie di appartenenza:

  1. PATRONIMICI:  dal nome del padre         (De Giovanni, Di Giacomo,ecc.);

  2. MATRONIMICI: dal nome della madre     ( Di Grazia, Donnabella,ecc.);

  3. ETNICI: Dal luogo di provenienza del capostipite ( contrade,città, regioni,ecc.)

  4. CARATTERISTICHE FISICHE; (Statura,Colore dei capelli,ecc.)

  5. QUALITA' MORALI O DI COMPORTAMENTO, (compresi antichi nomignoli);

  6. TEOFORI: da una formula augurale o votiva ( Laudadio, Dioguardi,ecc.);

  7. MESTIERI O PROFESSIONI; (anche cariche pubbliche e similari);

  8. INVENTATI: venivano imposti ai trovatelli (nomi di fantasia); tali bambini venivano anche detti "Esposti" per l'abitudine di lasciarli fuori, nei pressi di chiese,case o palazzi.

Nell'approccio allo studio dei Cognomi bisogna ,infine, tener conto anche degli errori (affatto infrequenti) di trascrizione dovuti all'alto tasso di analfabetismo dei secoli scorsi, insieme ad una cultura clericale ancora non ottimale. Molte storpiature sono poi diventati cognomi creando quindi non poche difficoltà nella individuazione dell'originale.

Per quel che riguarda la CALABRIA, le radici che stanno alla base dei cognomi sono per la massima parte di origine latina e greca (talvolta radici delle due lingue concorrono alla formazione dell'etimo); la piccola, rimanente parte, è coperta da quelli ad impronta araba, francese,germanica e spagnola.

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