|
Nel passo di Dionigi di Alicarnasso riportato a proposito dell'arrivo in Calabria degli Enotri (v.gli Ausoni), viene detto che costoro, sotto la guida di Enotro, occuparono gran parte della attuale Calabria: tutto questo accadeva intorno al XVI sec. ac. (Bronzo medio). Successivamente apprendiamo da Antioco di Siracusa in Dionigi di Alicarnasso (1 12,3;1 73,4) della caratterizzazione all'interno degli Enotri di una serie ulteriore di "popoli enotri": Morgeti, Siculi, Itali, Choni. D'altro canto nella sua opera "Politica" (VII 10,3), Aristotele parla dei Choni , di stirpe enotria, situati sullo ionio e vicini degli Iapigi . Lo stesso autore, sempre nella "Politica" (10,2-3), a distanza di circa 350 anni dalla mitica venuta di Enotrio in Calabria, stigmatizza il gia' consolidato processo di stabilizzazione etnica e sociale: " Italo, re degli Enotri, da lui in seguito presero il nome di Itali e Italìa l'estrema propaggine delle coste europee delimitata a Nord dai golfi di Squillace e di S.Eufemia ............................................................, di lui dicono che abbia fatto degli Enotri, da nomadi che erano degli agricoltori stabili, e che abbia imposto loro nuove leggi, istituendo tra l'altro per primo le sissizie" .
Man mano che dal Bronzo medio si passa ai secoli del Bronzo Finale, assistiamo in effetti ad una marcata evoluzione socio-culturale che portera' gli Enotri a connotarsi come una precisa etnìa. Questo ci consente di tentare una sorta di identikit delle genti che i navigatori micenei prima, e i Greci colonizzatori poi, trovarono in Calabria.
|