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La comparsa di questo Popolo nella Storia della Calabria Antica e il suo definitivo declino, e' ben fotografato dalle parole di Strabone(VI,255) e (VI,253-254): "Poco oltre i Lucani ci sono i Bretti, che abitano una penisola, la quale a sua volta comprende un'altra penisola il cui istmo va da Skylletion fino al golfo di Hipponion. Il loro nome è stato dato dai Lucani: questi i ribelli li chiamano appunto "bretti". Secondo la tradizione, i Bretti che prima erano dei pastori al servizio dei Lucani e poi si affrancarono, si rivoltarono contro di essi esattamente allorché Dione portò guerra a Dionisio e fece sollevare tutti questi popoli gli uni contro gli altri". "I Lucani, i BRETTI e gli stessi Sanniti, che furono i loro progenitori, sono talmente decaduti che risulta difficile persino distinguere i loro insediamenti. La ragione va ricercata nel fatto che di ciascuno di questi Popoli non esiste piu' alcuna organizzazione politica comune, sono scomparsi i dialetti, si è perduto l'uso degli abbigliamenti militari e civili e di altre cose del genere; per altro, i loro insediamenti, considerati uno per uno e nei particolari, sono del tutto insignificanti" L'arco di tempo "racchiuso" nelle parole del grande geografo è perciò quello che va dal 357-356 a.c. ( anno in cui Dionisio subì l'attacco di Dione) e il 7-18 d.c. ( gli anni durante i quali Strabone scrisse e revisionò la sua Geografia). Per la verità, prima di questa data, la loro presenza in Calabria doveva essere nota al mondo greco poichè, in un frammento comico che Stefano di Bisanzio attribuisce ad una opera ignota di Aristofane, si parla di "pìssa Brettia"(fr.629) : la pece silana (Bruttia pix) era già, in qualche modo, "identificativa" di questo popolo sin dalla fine del V° sec. a.c. o inizio IV°. Ma chi erano e da dove venivano le popolazione bruzie? Come vivevano? Nel corso dell'età del Ferro, gruppi di genti di stirpe Indoeuropea penetrarono in Italia distribuendosi lungo l'arco delle dorsali appenniniche centro-meridionali. Ad essi fu dato il nome di Italici, all'interno dei quali venivano distinte le tribu' dei Sanniti, degli Apuli, dei Campani, dei Lucani, ecc., tutti caratterizzati dal linguaggio comune definito Osco. Per tale ragione, gli stessi Romani li identificavano come un gruppo omogeneo cui diedero il nome di Sabelli. La tradizione letteraria concorda nell'identificare i Bretti come pastori e/o servi dei Lucani che abitudinariamente vivevano a mo' di nomadi. Infatti tali li definisce - come già visto - Strabone, ma altrettanto fa Diodoro Siculo ( XVI,15) e Pompeo Trogo in Giustino (XXIII,1,1-14); quest'ultimo Autore, inoltre, conferma la loro discendenza dai Lucani e la vittoriosa rivolta contro quest'ultimi. I Bretti ci vengono dunque presentati come Popolo di stirpe Indoeuropea, di linguaggio osco, di animo rude e bellicoso ( ad iniuras viciniorum prompti) e a connotazione nomade (Platone parla di popoli nomadi e aggressivi per i quali usa il termine di Peridìnoi presenti in Italia . Leggi,VI 777c).
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