I COGNOMI

Nel 1564 il Concilio di Trento sancì l'obbligo per i parroci di registrare ogni individuo col proprio nome e Cognome: da quel momento ad ognuno di noi viene trasmesso ( e trasmette ) un connotato di appartenenza.

Se questa data può essere indicata come la fine di quel lungo processo che portò alla formazione del Cognome (cognominizzazione), l'inizio di esso viene fatto coincidere convenzionalmente con l'avvento del Medio Evo (496-1492). Tale gestazione, durata quindi circa un millennio, prende le mosse nel periodo conosciuto come Alto Medio Evo (V-XI sec.) dove, al sistema onomastico del mondo romano dei cosiddetti tria nomina, si sostituì quello più semplice del nome unico in uso presso quasi tutti i popoli.

Si trattava, tutto sommato, di un ritorno all'antico, poichè in epoca storica e cioè all'indomani dell'età del Ferro (VII sec. a.c.), anche i Romani (come i Greci) solevano utilizzare un solo nome:invero, il fondatore di Roma si chiamava semplicemente Romolo. Ma già i suoi successori presentavano un PRAENOMEN  ed un NOMEN  (Es: Anco Marzio, Tullio Ostilio,ecc.) ai quali finì per essere successivamente aggiunto, sopratutto nel ceto dell'aristocrazia, un ulteriore carattere distintivo, individuale e poi anche ereditario per legge (46a.c.): il COGNOMEN ( Letteralmente "soprannome"). Si realizzava così il sistema romano trinominale  come appresso specificato:

PRAENOMEN

NOMEN

COGNOMEN

Publio

Ovidio

Nasone

Caio

Giulio

Cesare

Al praenomen corrisponde il nostro nome comune mentre il nomen indica la "gens" d'appartenenza (es. la gens julia).

La trasmissione ereditaria di nomen e cognomen portò ben presto a numerose omonimie risolte, dapprima con l'aggiunta di altri cognomen e, successivamente, con l'uso dei Supernomina o Signa.

Tale farraginoso e confusionario sistema venne via via sostituito, a partire dall'Alto Medioevo, dal Nome Unico, la cui semplicità ed abbondanza (portata in Italia dall'avvento del Cristianesimo con i moltissimi nomi di tradizione greca ed ebraica e dagli invasori Longobardi e Carolingi con quelli di tradizione germanica) meglio si prestava all'uso comune.

Ma l'incremento demografico insieme alla migrazione delle popolazioni dalle aree rurali nelle città (XI-XIII sec.), finì per rendere inefficace anche questo sistema poichè, per quanto abbondante fosse la disponibilità di nomi, moltissime finivano per essere (sopratutto in città) le omonimie (nelle campagne, essendo modesta la densità abitativa, il nome unico ebbe vita più lunga).

Ed è cosi che, a partire dal Basso Medio Evo (XI-XV sec), l'uso del cognome andò affermandosi come necessità di specificazione individuale, finendo per divenire- in seguito appunto alle disposizioni del Concilio di Trento- elemento di appartenenza familiare, di stirpe.

 

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