La presenza di questo popolo nella Calabria e' attestata dalle fonti letterarie intorno al 1600 a.c., e cioe' all'inizio del Bronzo Medio, quando e' posta la venuta del mitico Enotrio, capostipite della etnìa enotria.

A tal proposito cosi' scrive Dionigi di Alicarnasso (1 11,2-4;12, 1):

"Gli Arcadi,primi tra gli Elleni,attraversato l'Adriatico si stanziarano in Italia, condotti da Enotro, figlio di Licaone,nato 17 generazioni prima della guerra di Troia.............................,giunse all'altro mare,quello che bagna le regioni occidentali d'Italia.Questo si chiamava Ausonio dagli AUSONI che abitavano le sue rive;.........................e fondo' sulle alture piccoli centri abitati vicini gli uni agli altri, secondo la forma di insediamento consueta tra gli antichi. E la regione occupata,che era vasta,fu chiamata Enotria ed enotrie tutte le genti su cui regnò."

Quindi gli Ausoni abitavano la Calabria gia' intorno al XVI° sec. a.c. poichè,essendo una generazione pari a 30 anni,dalla indicazione data da Dionigi di Alicarnasso si giunge press'a poco intorno al 1600.

La conferma dell'esistenza-presenza degli Ausoni in terra di Calabria, viene altresì testimoniata da Strabone(VI 255) che li indica come fondatori della citta' di Temesa di cui, come vedremo, dirà pure Omero nell'Odissea;

Agli Ausoni appartiene il territorio di Reggio Calabria (Diodoro Siculo)e Tauriano (Catone, Origini III), così come Ausoni sono la tribù dei Pelleni che abitano il retroterra di Crotone(Licofrone, Alessandra,vv.910-929).

Tre generazioni prima della guerra di Troia gli Ausoni, secondo Ellanico di Lesbo in Dionigi di Alicarnasso (I 22,3), vengono cacciati dagli Iapigi e ,sotto la guida di Siculo, approdano nella vicina Sicania. Secondo Antioco di Siracusa in Dionigi di Alicarnasso (I 22,5), sono gli Enotri a spingere in Sicania gli Ausoni i quali, ivi giunti, cacciano i barbari dall'isola che da questo momento verrà detta Sicilia. Una parte di questi, secondo Tucidide (VI 2,4), sarebbe rimasta nella zona meridionale della Calabria. (Sono questi che occupano il sito sul quale sarà fondata Locri?)

Fin qui le tradizioni leggendarie; il mito è probabilmente parte preponderante sulla verità storica delle notizie riportate dai vari Autori, tuttavia ci sono da fare almeno alcune considerazioni:
1) E' ormai pressoché certa l'"abitudine" degli antichi Autori di affidare al mito fatti di cui avevano avuto notizia: molte leggende, in sostanza, contengono verità storiche.Ne sono esempi illuminanti opere come I Nostoi,l'Odissea e la stessa Iliade (su questo ritorneremo durante la trattazione dei periodi successivi dell'età del Bronzo);
2) Per quanto limitata, la ricerca archeologica sembrerebbe offrire un qualche riscontro oggettivo alla tradizione scritta.