Il GRECO
La persistenza del grecanico nella
Calabria meridionale- ovvero la sua tarda latinizzazione- ha avuto
in Gherard Rholfs il suo più convinto assertore. Tedesco, ha
percorso per quasi cinquant'anni in lungo e in largo la nostra
regione al fine di trovare sul posto i riscontri di ciò che i suo
studi gli avevano suggerito: l'esistenza di due Calabrie, di etnia e
lingua diverse.
Che la lingua greca sia abbondantemente rappresentata nel dialetto
della Calabria meridionale non credo vi siano dubbi. I riscontri
sono moltissimi : le opposizioni di voci per indicare uno stesso
oggetto o animale o pianta sono evidenti nelle due Calabrie; la
costruzione verbale ha un impronta greca precisa nel dialetto
calabro-meridionale; in molti toponimi e cognomi tale impronta e'
agevolmente rintracciabile.
Non e' certamente questo il luogo dove affrontare una querelle
specialistica sulle motivazioni storiche che stanno alla base della
persistenza del substrato greco nel dialetto calabrese; precisare se
tale substrato sia nient'altro che una sorta di
continuazione(evoluzione) del greco arrivato con gli antichi
colonizzatori greci o se invece si tratta di influenze (innovazione)
successive giunte con i Bizantini prima e ripetute immigrazioni poi,
e' compito specialistico e non attiene certamente allo scopo di
questo sito. Per chiunque voglia approfondire l'argomento in
questione mi limito a segnalare le voci bibliografiche che rimandano
ad opere che trattano compiutamente il problema.
Cio' che in definitiva compete a questo sito e' fornire degli esempi
atti a dimostrare la presenza del greco nel dialetto calabrese
meridionale ( a sud del Tiriolo ) e confermare - a mio modo di
vedere - l'effettiva coesistenza di due "Calabrie", ove un reggino
poco comprende il dialetto di un cosentino e viceversa!
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