LA VESSATA QUESTIO

La mia curiosità per il dialetto era nata molti anni fa quando, frequentando l'Università in un'altra regione, mi ero accorto di riconoscere facilmente - dalla parlata - i ragazzi provenienti dalla mia provincia (RC) e da quella di Catanzaro ma, altrettanto semplicemente, non riuscivo a comprendere i miei conterranei della provincia di Cosenza. Mi accadeva anche spesso di confondere qualche siciliano con un reggino e, viceversa, qualche lucano o- addirittura- molisano con un cosentino.In quel tempo, preso com'ero dai miei studi di medicina, non approfondii la questione ritenendola di scarsa importanza e comunque dovuta alla diversa inflessione delle parlate.

Successivamente mi avvicinai per caso allo studio della cultura e tradizioni locali, sopratutto per ciò che riguardava il mio paese natìo; uno studio- più hobbistico che scientifico- che mi portò via via a consultare testi scritti in dialetto, archivi di Stato e Parrocchiali, a visitare diversi paesi d'origine delle famiglie residenti nel mio stesso paese, ecc. A questo punto mi accorsi che la differenza di parlata tra i calabresi "settentrionali" e quelli "meridionali" non stava semplicemente nella diversa inflessione dialettale- comunque senz'altro esistente- ma nell'utilizzo di vocaboli completamenti differenti per indicare uno stesso oggetto.

E allora era divenuto irrinunciabile per me approfondire il problema, che presto scoprii essere- ovviamente- ben noto agli studiosi del ramo: il dialetto calabrese è di due tipi o è lo stesso idioma semplicemente modificato dal nord al sud della Calabria? L'antica suddivisione della Calabria in Citeriore e Ulteriore aveva anche una valenza culturale oltre che " burocratica " ?

Che nel dialetto calabrese convivessero elementi linguistici di pertinenza del latino e del greco appariva scontato; ma qual era stato a questo punto il grado di latinizzazione della Calabria?

Partendo da queste considerazioni e dallo sviluppo storico-linguistico accennato nelle pagine precedenti, ho cercato di chiarire meglio possibile quanto e quale latino e' presente nella lingua calabra e, sopratutto, la differenza tra il calabrese settentrionale ( a nord della stretta di Catanzaro) e quello meridionale.

 

Insomma, ritengo che alla fine di questo piccolo lavoro si possa concludere che il dialetto calabrese differisce sostanzialmente passando dalla zona settentrionale a quella meridionale della regione; il latino e' penetrato precocemente a nord della stretta di Catanzaro mentre vi e' evidentemente giunto piu' tardi nella parte meridionale ove, per altro, la lingua greca ha goduto di una continua preminenza (Rholfs). Ancor oggi in un area molto ristretta viene parlato il grecanico (Bova,Roghudi) che, tuttavia, va via via scomparendo con l'inarrestabile spopolamento di tale territorio.