Figura 14. Veduta aerea di Locri

Anche della fondazione di Locri ci informa Strabone nella sua Geografia (VI, 259):

"Il promontorio....... di Locri, detto Zefirio....ha il porto protetto dai venti occidentali e da ciò deriva anche il nome. Segue poi la città di Locri Epizefiria, che fu colonizzata da quei locresi che stanno sul golfo di Crisa, condotti qui da Evante, poco dopo la fondazione di Crotone e Siracusa. Eforo, perciò, non è nel giusto quando afferma che si tratta di una colonia dei Locresi Opunzi. Questi coloni, dunque, abitarono per tre o quattro anni presso lo Zefirio  e c'è là una fonte, chiamata Locria, dove i locresi posero il loro accampamento. Poi trasferirono la città con l'aiuto dei siracusani."

Locri viene fondata dunque nei primi decenni del VII secolo a.c.; il sito definitivo è poco più a nord di capo Zefirio ed è per questo che la città viene detta Epizefiria. E' interessante sottolineare l'aiuto dato dai Siracusani  poichè, tale amicizia, avrà un grande peso nelle future vicende storiche della colonia quando, al tempo dell'espansionismo di Dionisio I in Calabria, Locri si schiererà a fianco del tiranno siracusano. Grazie a tale vincolo, Locri divenne la colonia più potente della magna-grecia controllando gran parte del territorio calabrese.

L'altra grande alleata storica di Locri, oltre a Siracusa, fu la città greca di Sparta, al cui fianco si schierò nella guerra del Peloponneso ( V° sec. a.c.) . Tale amicizia affondava le radici in epoca più remota, allorchè i Locresi combatterono al fianco degli Spartani nella guerra Messenica e con i quali condividevano una specifica connotazione  per quel che riguarda la fondazione  delle rispettive colonie (Locri e Taranto).

Si tramanda infatti che i coloni di Locri fossero nati dall'unione delle donne locresi con degli schiavi, al tempo in cui i mariti erano impegnati nella guerra messenica, così come Taranto sarebbe stata fondata dai figli degli Iloti.

Resta comunque il fatto che nella società locrese la donna aveva un ruolo centrale, tanto che le successioni patrimoniali erano su linea femminile; se poi la struttura matriarcale era costumanza delle popolazioni indigene del luogo oppure vera tradizione locrese, non è chiaro.

Ed è proprio una donna una delle figure più fulgide della poesia magno-greca: Nosside.

E' locrese il più antico codice di Leggi ad oggi conosciuto ed anche "innovativo": sec. Eforo, infatti, era prevista financo la pena per i trasgressori; il legislatore fu il mitico Zaleuco, forse discepolo del cretese Taleta.

La città di Locri, posta in prossimità della costa, era racchiusa da una cinta muraria di circa km. 7,5  all'interno della quale era posta pure la zona collinare non urbanizzata; quest'ultima era verosimilmente adibita a funzioni di difesa. La  ricerca archeologica ha documentato un impianto urbano le cui strade correvano parallelamente alla linea di costa, intersecate perpendicolarmente da altre più numerose vie con pendenza verso mare (Plateiai e Stenopoi). La parte alta della città era divisa dal dromos, una strada che correva ai piedi della collina, ove erano ubicati i templi di Atena (colle Mannella) e di Persefone (valle dell'Abbadessa). Nella parte nord-orientale dell'abitato, era posto il tempio di Marasà: in realtà si tratta della sovrapposizione di 3 distinti edifici sacri di cui, il più profondo, è quello più antico ad oggi conosciuto per tutta la magna-grecia ( parte finale del VIIà sec.a.c.). Verso la metà del VI° secolo a.c. va invece datato il tempio di contrada Marafioti, probabilmente dedicato a Zeus.

                                                                                                    

Da tutti questi luoghi di culto provengono tutta una serie di reperti che testimoniano dello splendore di questa colonia: marmi, tavolette fittili (famose pinakès),oggetti vari. Ed è sempre dagli scavi locresi che sappiamo come era fatta una casa nel periodo compreso tra il IV e III sec. ac.

                      

                      Figura 15. Casa magno-greca del IV°-III° secolo a.c.                          

        Figura 16. Casa-tipo dei primi coloni (VIII°_VII° secolo a.c.)

Locri fu distrutta dai Saraceni durante l'età carolingia.