IL BILINGUISMO

" Bilingues Bruttates Ennius dixit, quod Bruttii et Osce et Graece loqui solint sint. Sunt autem populi vicini Lucanis". (Festo)

I Brettii sono dunque l'unico popolo dell'Italia preromana ad essere definiti "bilingui"(IV-V° sec. a.c.), rappresentando percio' una popolazione di lingua sia italica-osca sia greca. D'altronde e' di questi secoli la comparsa di iscrizioni ove il linguaggio osco viene rappresentato con lettere greche; alla fine del III secolo a.c. anche le emissioni monetarie del Bruzio portano la iscrizione in lingua greca. E ancora: Omero, parlando del territorio intorno a Temesa, indica negli Ausoni incontrati dai primi colonizzatori, degli " allòtrooi antropoi" e cioè " uomini che parlano un altra lingua".

Quando i Romani , intorno al III° sec. a.c., conquistano l'odierna Calabria, trovano una situazione che e' verosimilmente di questo tipo: una popolazione di lingua sopratutto osca nella calabria settentrionale e un'altra greca in quella meridionale. Seppure molto schematicamente e in assenza di ulteriore documentazione, questa potrebbe essere stata la realtà di quel tempo, tenendo anche conto della stratificazione delle etnìe in quel periodo:

SABINI -------> SANNITI ------> LUCANI------> BRETTII (356 A.C.)

Tabella 2. Nascita della popolazione brettia

Si tenga conto di quanto gia' detto prima e cioe' che i popoli italici sono di stirpe indoeuropea e di linguaggio osco e che i Sabini sono molto vicini al linguaggio latino dei Romani: la Calabria settentrionale occupata per tempo dai Brettii (Cosentia č metropolis brettia) e quella meridionale- occupata invece dai greci- non poterono evidentemente avere lo stesso grado di latinizzazione. Si tenga infatti presente che le cittā magno-greche di Locri (con le sue sub-colonie di Hipponion,Medma e Matauros) e di Reggio, entrate nell'orbita Romana, mantennero - almeno a livello popolare se non aristocratico- l'abitudine di esprimersi in greco. La stessa cittā di Reggio (Reghion) viene considerata "greca" dallo storico-geografo Strabone nel periodo in cui visse (I sec. a.c.- I sec. d.c.).

In questo contesto i Romani, verso il 260 a.c., conquistano il Bruzio estendendo il proprio dominio su tutta la regione .

 
i romani cancellano a poco a poco quanto vi era stato di precedente cultura... Alessio
ogni cultura precedente alla dominazione romana fu, da questa, annientata............ Falcone
la presenza massiccia del greco nell'area calabrese meridionale č solo apparente.... Pensabene
....punte emergenti (quelle greche) in un mare che č tutto latino..... Pensabene

Tabella 3. La lingua in Calabria secondo alcuni autorevoli studiosi.

Mi limito ad una considerazione: se quanto riportato in tab. 3 fosse assolutamente vero, non si capisce perche' sulle gradinate dell'anfiteatro romano di Siarcusa l'unica iscrizione greca e' quella della citta' di Reggio.

Infatti il locus riservato alla citta' calabrese e' segnato con la scritta "PHCIOY" mentre tutte le altre sono in latino, anche quando i loci sono riservati a personaggi di chiara origine greca (RoscianoAntioco,Telesforiano). Cio' vuol dire che tutti usano l'alfabeto latino per i propri segnaposti tranne che Reggio: tutto questo avviene tra il II° e il III° secolo d.c., quando cioe' Reggio e' addirittura un Municipio romano!